Una fisioterapista tocca con le mani il ginocchio di un paziente disteso

Artrosi

Una persona su otto ne è affetta.

L'artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. Dal punto di vista oggettivo, si manifesta principalmente con il deterioramento della cartilagine articolare. Dal punto di vista soggettivo, il sintomo principale è il dolore articolare.

Il deterioramento della cartilagine

Ogni articolazione è un collegamento mobile tra due (o più) ossa. Fino allo spazio intrarticolare le ossa sono rivestite di uno strato sottile di cartilagine, che in caso di articolazione sana costituisce un cuscinetto elastico con una superficie molto liscia e ben lubrificata. La situazione è completamente diversa in presenza di artrosi: le lesioni della cartilagine possono estendersi fino alla sua completa distruzione, provocando lo sfregamento tra le ossa. L’artrosi può causare dolori articolari e limitare fortemente la mobilità.

Artrosi

Cisti: in caso di deterioramento avanzato della cartilagine, la forte pressione esercitata sulle ossa può far penetrare il liquido sinoviale al loro interno. Si formano così delle cavità piene di liquido.

Sclerosi: per resistere a questa maggiore sollecitazione, l’osso situato direttamente sotto la superficie cartilaginea si rafforza e si densifica.

Osteofiti: con lo stesso scopo, si formano escrescenze ossee a livello dei bordi articolari. L’aumento della superficie articolare così ottenuto mira a ridurre la pressione di appoggio.

Dolore

Tra i primi segnali premonitori dell'artrosi figurano i dolori mattutini all'inizio del movimento, i dolori articolari durante lo sforzo e in caso di affaticamento, nonché il gonfiore articolare. L’artrosi in stadio avanzato può causare dolori cronici e limitare notevolmente la mobilità dell’articolazione colpita.

Che cos’è l’artrosi attiva?

A differenza dell’artrite, nell’artrosi l’infiammazione è considerata secondaria. Si ipotizza che i prodotti di degradazione della cartilagine provochino periodiche riacutizzazioni infiammatorie nella membrana sinoviale. In questo caso si parla di artrosi attivata.

Diffusione

L'artrosi è la malattia articolare più diffusa. Colpisce una persona su otto.

L'artrosi è una malattia legata all'età. Il 90% delle persone di età superiore ai 65 anni soffre di artrosi in uno stadio più o meno avanzato. Quando l'artrosi colpisce persone più giovani, ciò è generalmente dovuto a un forte sovrappeso.

Cause

Molte artrosi sono riconducibili a deformazioni o a un carico eccessivo delle articolazioni. Tuttavia, a prescindere da questo, la diffusa sedentarietà sembra favorire l’artrosi. Le articolazioni che si muovono troppo poco presentano scarso liquido sinoviale, ovvero il liquido che nutre le cellule cartilaginee. Le cellule cartilaginee indebolite muoiono e rilasciano delle sostanze chimiche che ammorbidiscono la cartilagine. La sua superficie si crepa e si consuma a causa del movimento delle articolazioni.

Queste correlazioni sono già note. Meno chiare sono invece le cause profonde che mettono in atto l’artrosi. Si presume che si verifichi un’interazione di diversi fattori.

Predisposizione

Il fattore ereditario sembra avere un ruolo importante. Lo confermerebbe il fatto che notoriamente le artrosi alle dita o al ginocchio in alcune famiglie sono molto più frequenti rispetto ad altre. La genetica può compromettere già nella prima fase di sviluppo del corpo umano la formazione delle articolazioni o della cartilagine.

Sovraccarico

Alla formazione dell’artrosi contribuisce anche l’eccessivo carico delle articolazioni dovuto al sovrappeso, al lavoro fisico o a determinate discipline sportive. Alcune persone reagiscono in modo particolarmente sensibile ai carichi, poiché la loro cartilagine è poco resistente. Inoltre una frattura ossea, una lesione durante un’attività sportiva o le gambe a X o ad O possono favorire l’insorgere dell’artrosi.

Le malattie infiammatorie

Se malattie infiammatorie di natura reumatica, come la gotta o l’artrite reumatoide, attaccano la cartilagine delle articolazioni, in seguito a questa malattia di base può anche insorgere l’artrosi. In questo caso si parla di artrosi secondaria.

Sintomi

I primi sintomi dell’artrosi sono dolori cupi o pungenti, che si provano quando si muove o si carica l’articolazione interessata. L’artrosi si distingue dall’artrite, in cui le articolazioni possono essere molto doloranti anche in posizione di riposo. Molte persone affette da artrosi conoscono i cosiddetti dolori iniziali che si percepiscono dopo una fase di riposo. Ma se muovono l’articolazione dolorante per un po’, il dolore scompare.

Tipici dolori articolari all’inizio
  • dolori iniziali mattutini
  • o dolori da affaticamento per esempio dopo essere stati in piedi a lungo
  • o dolori da carico per esempio dopo aver camminato o corso

In caso di artrosi avanzata, i dolori sono presenti sempre sia in condizioni di riposo che in movimento. I dolori causati dall’artrosi si limitano solitamente all’articolazione colpita. Solo nell’artrosi dell’anca possono insorgere dolori all’inguine che si irradiano fino ai glutei o alle ginocchia.

Rigidità delle articolazioni

Un’articolazione artrosica è spesso rigida, soprattutto dopo una fase di riposo. Se per esempio si sta seduti a lungo nella stessa posizione, nel momento in cui ci si vuole alzare, a volte il ginocchio interessato cede. Si tratta della cosiddetta rigidità iniziale, che scompare con il movimento.

Perdita di mobilità

L’artrosi del ginocchio o dell’anca rende difficoltoso camminare e stare seduti. Infilarsi le calze o allacciarsi le scarpe può diventare un’impresa. L’artrosi della spalla impedisce di sollevare abbastanza il braccio e per le persone affette diventa un problema persino mettersi il cappotto o pettinarsi. Le limitazioni dei movimenti inducono ad adottare posture antalgiche, che non fanno che peggiorare la situazione. Queste posture infatti indeboliscono i muscoli adiacenti, destabilizzando così l’articolazione.

Altri disturbi in caso di artrosi

In caso di forte deterioramento della cartilagine, l’attrito tra le ossa può provocare rumori di sfregamento e di scricchiolamento. Ma questo non è indicativo della gravità della malattia. Questi rumori si possono avvertire anche nelle articolazioni sane.

Lungo i bordi delle articolazioni possono formarsi delle escrescenze ossee (osteofiti). Si tratta di un tentativo del corpo di ridurre la pressione del carico allargando la superficie dell’articolazione. Le escrescenze ossee possono limitare la mobilità dell’articolazione e premere su nervi e parti molli, provocando ulteriori dolori.

Nelle articolazioni colpite da artrosi possono inoltre insorgere irritazioni, soprattutto nelle ginocchia e nelle dita. Le articolazioni si scaldano e si gonfiano, la pelle può arrossarsi.

Con il passare degli anni, l’artrosi può anche modificare la posizione delle ossa. L’artrosi alle ginocchia può anche portare alle cosiddette gambe a X o ad O, mentre l’artrosi dell’anca può provocare una diversa lunghezza delle gambe.

Diagnosi

Per diagnosticare un’artrosi, il medico effettua una visita per escludere che i disturbi non siano da ascrivere a un’altra malattia. La gravità e le caratteristiche dell’artrosi possono essere stabilite attraverso esami radiologici. Questi esami forniscono informazioni sullo spazio intrarticolare e mostrano le alterazioni occorse a livello osseo.

Le analisi del sangue non sono necessarie nella formulazione della diagnosi di artrosi.

Trattamento e autogestione

L’artrosi è una malattia che non si può guarire. Tuttavia può essere trattata, sebbene si debba tenere conto che la malattia può avere un decorso molto diverso da paziente a paziente. Una buona combinazione terapeutica lenisce i dolori e le infiammazioni, mantiene la mobilità dell’articolazione colpita e favorisce l’autonomia delle persone malate.

Nel caso ideale il medico di famiglia, il reumatologo, il terapeuta e altri specialisti elaborano insieme una terapia interdisciplinare per definire un programma di trattamento personalizzato.

Movimento

Un’articolazione colpita da artrosi deve essere mantenuta in movimento, ma non sovraccaricata. Le persone colpite imparano nel corso di sedute di fisioterapia ed ergoterapia a caricare l’articolazione colpita in modo corretto, a mantenerla mobile e a rafforzare i muscoli e i tendini che circondano l’articolazione. Esercitandosi regolarmente, è possibile aumentare la resistenza e migliorare la coordinazione.

Il programma di attività fisica può essere completato con applicazioni fisiche, come l’impiego di calore, corrente continua, raggi infrarossi e UVA, applicazioni in acqua, massaggi e (in caso di infiammazioni) le applicazioni di freddo.

Trattamento farmacologico

Analgesici

La terapia farmacologica dell’artrosi è molto efficace nel trattamento dei dolori principali. È sufficiente un semplice analgesico a base di paracetamolo per rimettere in funzione l’articolazione interessata.

FANS

In caso di irritazione articolare, i medici prescrivono i farmaci antireumatici non steroidei (FANS), assunti solitamente sotto forma di compresse. Questi farmaci attenuano contemporaneamente l’irritazione e il dolore, ma possono provocare problemi allo stomaco e all’intestino. Per evitare questi effetti collaterali è spesso necessario assumere un altro farmaco. I FANS possono anche essere applicati localmente sull’articolazione interessata sotto forma di pomata o cerotto e pertanto sono maggiormente tollerabili.

Cortisone

In caso di forte infiammazione, è possibile ricorrere ai farmaci a base di cortisone. Il medico li inietta direttamente nell’articolazione. Con questa applicazione si può ottenere un miglioramento rapido e perdurante. Tuttavia, a causa degli effetti collaterali, queste iniezioni non vanno ripetute troppo spesso.

Condroitina

Una nuova prospettiva di trattamento è costituita dalle sostanze condroprotettive endogene, come la condroitina (più precisamente, solfato di condroitina). La condroitina rilasciata dalle cellule cartilaginee rende la cartilagine resistente alla pressione e al carico. Secondo i primi studi, i preparati a base di condroitina possono ridurre l’erosione della cartilagine.

Acido ialuronico

Anche i farmaci a base di acido ialuronico, un’altra sostanza endogena, leniscono il dolore. L’acido ialuronico è un componente del liquido sinoviale e funge da lubrificante dell’articolazione, consentendone un movimento privo di attrito. I preparati a base di acido ialuronico iniettati dal medico direttamente nell’articolazione interessata sono meglio tollerati rispetto al cortisone.

Le medicine complementari

Il mercato della medicina complementare è molto vasto. La Lega svizzera contro il reumatismo consiglia di rivolgersi a un terapeuta molto qualificato e di informare il medico trattante sugli ulteriori trattamenti seguiti.

Analgesici fitoterapici

Per trattare in modo delicato l’artrosi esistono alcuni farmaci ben sperimentati nell’ambito della fitoterapia (trattamenti a base di piante) e della medicina ortomolecolare. Particolarmente apprezzati sono gli analgesici fitoterapici a base di corteccia di salice o artiglio del diavolo, che, se assunti regolarmente, possono attenuare il dolore. Per uso locale si possono invece applicare pomate e gel a base di arnica o Consolida maggiore (sinfito). Questi prodotti di norma sono ben tollerati e la loro assunzione non crea problemi di interazione con i farmaci tradizionali.

Medicina cinese

La medicina tradizionale cinese offre soprattutto l’agopuntura che, secondo gli studi, può ridurre significativamente i dolori articolari. Quanto più a lungo dura il trattamento, tanto maggiore è l’effetto lenitivo.

Terapia con i campi magnetici

Da qualche tempo nell’ambito del trattamento delle malattie reumatiche di diverso tipo si è diffusa la terapia con i campi magnetici. Nel caso dell’artrosi, sembra che questa terapia abbia un certo effetto calmante sui dolori.

Trattamenti chirurgici

Se i trattamenti convenzionali si rivelano inefficaci, si può valutare il ricorso a un intervento chirurgico. In questo caso, chi non ha una formazione medica pensa spesso all’impianto di un’articolazione artificiale. Tuttavia, la gamma delle possibilità chirurgiche è più ampia e include gli interventi di conservazione articolare, le protesi parziali e le protesi totali.

Interventi conservativi

Artroscopia

Gli interventi di artroscopia sono minimamente invasivi. Vengono eseguiti con piccoli tagli e una videocamera, per lo più al ginocchio. Lo scopo principale dell’artroscopia è pulire l’area dell’articolazione ed eliminare i frammenti cartilaginei che si sono staccati. Questo metodo, però, è stato messo in discussione da studi con artroscopie placebo.

Trapianti di cartilagine

Durante l’artroscopia al ginocchio è possibile prelevare una piccola quantità di tessuto cartilagineo da una zona dell’articolazione meno sollecitata, coltivarla in laboratorio e iniettarla dopo sei settimane con un secondo intervento, anch’esso minimamente invasivo. Il trapianto di cartilagine, però, è utile solo in uno stadio iniziale e se i danni alla cartilagine sono delimitati nettamente («artrosi precoce focale»). D’altro canto, questo metodo prova che la cartilagine è in grado di rigenerarsi.

Osteotomia (correzione dell’asse)

L’artrosi all’interno o all’esterno dell’articolazione del ginocchio causa lo spostamento dell’asse del carico principale dal centro del ginocchio, aumentando la pressione sul lato interessato dalla degenerazione cartilaginea. In questo caso è possibile rimuovere un elemento cuneiforme dalla tibia, spostando l’asse di carico dal lato malato a quello sano. Questa osteotomia correttiva rallenta la progressione dell’artrosi del ginocchio, consentendo nel migliore dei casi di poter camminare senza dolore per molti anni senza ricorrere a una protesi. L’osteotomia viene presa in considerazione anche in caso di malposizioni della gamba congenite o dovute a lesioni.

Interventi di sostituzione dell’articolazione

Questi interventi hanno lo scopo di sostituire le parti danneggiate dell’articolazione con protesi artificiali (impianti) al fine di eliminare il dolore e migliorare la mobilità dei pazienti. In caso di grave artrosi dell’anca o del ginocchio, la sostituzione dell’articolazione ha spesso buoni risultati. Non è però possibile prevedere il successo dell’operazione. Il 20% dei pazienti operati al ginocchio sono insoddisfatti e lamentano dolori persistenti e limitazioni funzionali. L’operazione va quindi valutata con attenzione, anche perché la rimozione delle superfici articolari è irreversibile.

Protesi parziali del ginocchio

Per le persone oltre i 60 anni, la sostituzione parziale del ginocchio può essere una buona opzione. L’impianto sostituisce solo una parte della superficie articolare. Il paziente può muovere il ginocchio a pieno carico subito dopo l’operazione. Sono disponibili anche moderne protesi parziali della rotula se l’artrosi ha colpito proprio questa parte del ginocchio.

Protesi totale

Si ricorre a una protesi totale solo se l’artrosi è in uno stadio avanzato e interessa l’intera articolazione. Le protesi totali vengono utilizzate per le anche, le ginocchia e le spalle.

La necessità e le tempistiche dell’intervento dipendono dall’intensità del dolore e dalle esigenze personali relative alla mobilità e all’autonomia. Prima dell’intervento, il paziente deve essere informato sulle prospettive di successo e sulle possibili complicazioni per poter valutare i rischi e i benefici della procedura.

Mezzi ausiliari

Le persone colpite da artrosi devono muoversi in modo da preservare le articolazioni e devono evitare di sovraccaricarle. Sul mercato esistono innumerevoli mezzi ausiliari che facilitano la vita quotidiana, per esempio stringhe elastiche per le scarpe, pettini e spazzole con il manico allungato o altri mezzi ausiliari che consentono di aprire i tappi a vite in tutta facilità.

Consulenza in materia di mezzi ausiliari della Lega svizzera contro il reumatismo: tel. 044 487 40 10

Prevenzione

Le lesioni della cartilagine possono essere «riparate» da sostanze che la proteggono? Fino a che punto le cellule cartilaginee possono essere così rigenerate? Queste domande sono oggetto di dibattito. Qualunque sia la risposta, sembra opportuno contrastare il deterioramento della cartilagine articolare.

Con delicatezza

Il segreto per avere articolazioni sane è il movimento. Più le articolazioni si muovono, più la cartilagine viene lubrificata. Il movimento fa penetrare le sostanze nutritive del liquido sinoviale nel tessuto articolare, mantenendone così l’elasticità e la flessibilità.

Gli sport che contribuiscono maggiormente alla prevenzione dell’artrosi sono, ad esempio, il ciclismo, il nuoto, l’acquagym, la danza classica e la camminata su terreno pianeggiante. Tutte queste attività non sovraccaricano le articolazioni.

Elaborate un programma di attività fisica personalizzato con uno specialista. Se vi piace praticare sport in gruppo, potete seguire i corsi proposti dalla Lega svizzera contro i reumatismi. I corsi di ginnastica in acqua Aquawell e Aquacura sono particolarmente indicati per chi soffre di artrosi. La spinta verticale dell’acqua allevia soprattutto le articolazioni delle ginocchia e delle anche.

In aggiunta, può essere utile un programma di potenziamento muscolare.

Dimagrire

È soprattutto l’articolazione del ginocchio a risentire del carico che i chili in eccesso le impongono di sopportare. Per prevenire l’artrosi del ginocchio, è quindi necessario evitare il sovrappeso e tenere sotto controllo il proprio peso.

Alleviare i dolori articolari

Altri fattori di rischio, in particolare per l’articolazione del ginocchio, sono gli sport come il sollevamento pesi e il calcio, nonché i lavori fisici pesanti. Questi devono essere evitati.

Il fisioterapista o l’ergoterapista insegna al paziente a sollecitare correttamente le articolazioni nei gesti quotidiani, ad esempio quando ci si siede o quando si solleva e si trasporta un carico.

Esistono numerosi ausili che consentono di alleviare il carico e proteggere le articolazioni delle dita e della mano nelle attività quotidiane come cucinare, fare le pulizie e dedicarsi al giardinaggio.

Correggere le deformazioni

Alcune deformità del piede (piede piatto, piede largo, piede valgo) provocano movimenti dannosi per le articolazioni del ginocchio e dell’anca e possono contribuire al deterioramento della cartilagine. Le deformità del piede possono essere corrette mediante plantari, scarpe ortopediche e altri supporti per il piede.

Smettere di fumare

Smettere di fumare rappresenta un’altra misura di prevenzione dell’artrosi. Gli studi sembrano infatti indicare che il consumo di nicotina possa compromettere l’apporto di sostanze nutritive alla cartilagine. Smettere di fumare costituisce quindi anche una misura preventiva contro l’artrosi. Infatti, sempre più elementi indicano che il consumo di nicotina possa compromettere l’apporto di sostanze nutritive alla cartilagine.

Testo: Patrick Frei, Lega svizzera contro i reumatismi

Revisione tecnica: Dr. Manuel Klöti

Pubblicazione: 2016

Ultimo aggiornamento: 2019

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