
Attorno all’osteoporosi circolano miti difficili da sfatare: alcuni possono creare incertezza, mentre altri danno un falso senso di sicurezza. Eppure sarebbe importante conoscere i fatti – perché chi agisce tempestivamente può fare molto per contrastare la perdita di massa ossea.
Fonte: L'articolo è stato scritto da Fabian Reichle, SWICA e pubblicato il 19.3.2026 in collaborazione con la Lega svizzera contro il reumatismo.
L’osteoporosi è tra le malattie reumatiche più comuni. In Svizzera, questa patologia colpisce più di mezzo milione di persone. Secondo la Lega svizzera contro il reumatismo, una donna su tre e un uomo su cinque di età superiore ai 50 anni presentano una riduzione evidente della densità ossea. Spesso la malattia resta a lungo inosservata – finché una frattura inattesa o un semplice attimo di disattenzione nella vita quotidiana non ne rivela i primi segni.
L’osteoporosi progredisce nell’arco di molti anni e, nella vita quotidiana, tende a passare inosservata. I cambiamenti a livello osseo diventano evidenti solo in fase avanzata. Tuttavia, è possibile prendere in mano la situazione: movimento, alimentazione ed esercizi mirati svolgono un ruolo molto più importante di quanto molti immaginino. Ed è proprio qui che nascono la maggior parte dei fraintendimenti, quelli più comuni sono elencati di seguito.
Primo mito: «Gli sport ad alto impatto sono tabù»
Le ossa hanno bisogno di carico, altrimenti si indeboliscono. L’allenamento della forza, gli stimoli d’impatto e gli esercizi per l’equilibrio sono tra i metodi più efficaci per rafforzarle. Nei suoi programmi «Attivi contro l’osteoporosi» e in vari corsi, come l’Osteogym, la Lega svizzera contro il reumatismo mostra come introdurre questi carichi in modo sicuro e progressivo. Molte persone colpite riferiscono già dopo poche settimane una maggiore stabilità e una migliore percezione del proprio corpo.
Secondo mito: «Camminare è sufficiente»
Camminare è un buon inizio, ma non sostituisce un allenamento specifico. Lo stimolo del movimento rimane infatti troppo uniforme. Le ossa reagiscono particolarmente bene a brevi picchi di carico, a resistenze e a esercizi che mettono il corpo alla prova. Per questo motivo, la Lega svizzera contro il reumatismo raccomanda di integrare alle passeggiate ulteriori stimoli di allenamento più intensi: ad esempio con semplici esercizi di forza, brevi tratti più veloci oppure – se clinicamente sensato – lievi impulsi di salto. Questo mix rafforza non solo le ossa, ma anche la muscolatura e l’equilibrio. Ed è proprio questo a garantire maggiore sicurezza nella vita quotidiana.
Terzo mito: «L’osteoporosi colpisce solo le persone anziane»
Il rischio aumenta sicuramente con l’età. Le fondamenta per avere ossa forti, però, si gettano molto prima. Alimentazione, esercizio fisico, situazione ormonale, malattie preesistenti come l’artrite reumatoide e alcuni farmaci influenzano la salute delle ossa durante tutta la vita. Per questo, la prevenzione attuata per tempo è fondamentale. Le donne, tra l’altro, si ammalano di osteoporosi molto più frequentemente rispetto agli uomini. Dopo la menopausa sono particolarmente a rischio – in questo caso si raccomandano controlli preventivi a partire dai 50 anni.
Quarto mito: «Le cadute sono pericolose, non le ossa»
Si tratta di due aspetti che si influenzano a vicenda. Le ossa più deboli si fratturano più velocemente e un equilibrio instabile aumenta notevolmente il rischio di cadute. Per questo l’allenamento dell’equilibrio è importante quanto l’allenamento della forza. La Lega svizzera contro il reumatismo mette a disposizione video online con esercizi di equilibrio che possono essere integrati facilmente nella vita quotidiana e contribuiscono in modo duraturo alla sicurezza nei movimenti.
Quinto mito: «Dopo la diagnosi non si può più migliorare nulla»
Una diagnosi di osteoporosi non significa che il decorso sia definitivamente stabilito. È fondamentale gestire attivamente la propria salute: per esempio controllando i fattori di rischio esistenti – dai medicamenti ai cambiamenti ormonali fino alle abitudini di vita – e apportando, insieme alle professioniste e ai professionisti, interventi mirati. Le terapie moderne possono rallentare la perdita di massa ossea o addirittura stimolare la formazione di nuovo tessuto osseo. Anche i controlli regolari aiutano a rendere visibili i progressi e a ottimizzare il trattamento. Chi continua a informarsi e sfrutta in modo coerente le proprie opzioni, ritrova spesso dopo la diagnosi maggiore stabilità e qualità di vita.
Sesto mito: «L’alimentazione quasi non incide»
L’alimentazione è un elemento fondamentale per la salute ossea. Molte persone sovrastimano il proprio apporto quotidiano di calcio e, allo stesso tempo, sottovalutano quanto sia elevato il fabbisogno reale. Il calcolatore di calcio della Lega svizzera contro il reumatismo mette in evidenza proprio questa discrepanza. Inoltre, la carenza di vitamina D è ampiamente diffusa in Svizzera e ostacola l’assimilazione del calcio da parte dell’organismo. Anche le proteine svolgono un ruolo importante per ossa e muscoli.
Settimo mito: «Se non c’è dolore, le ossa sono sane»
Nel caso dell’osteoporosi, la perdita di massa ossea di solito non provoca dolore per molto tempo e per questo molte volte passa inosservata. I sintomi spesso insorgono solo dopo una frattura ossea o un indebolimento significativo.
Conclusione sui miti dell’osteoporosi
Sfatare i miti e prendere le decisioni giuste con cognizione di causa rafforza non solo le ossa, ma anche la fiducia nel proprio corpo. Un valido orientamento è offerto dal tema principale attuale della Lega svizzera contro il reumatismo dedicato all’osteoporosi, che spiega con chiarezza le informazioni di base e mostra – anche tramite un episodio di podcast (in tedesco) ben strutturato – quali passi efficaci integrare nella vita quotidiana.
